FLORES APPARUERUNT
LA POESIA DEL CANTICO DEI CANTICI
NELLA MUSICA EUROPEA DAL MEDIOEVO AL SEICENTO
Musiche
di
Claudio Monteverdi (1567 – 1643), Andrea Gabrieli (ca 1510-1585),
Ivan Lukacic (ca.1585 – 1648), G. Pierluigi Da Palestrina
(1525 - 1594), Hildegard Von Bingen (1098 – 1179), Orlando
Di Lasso (1532 – 1594), Heinrich Schutz (1585 – 1672),
Guillaume Dufay (ca.1390 – 1474)
Il Cantico dei Cantici,
nella traduzione in latino di S. Girolamo che ci è pervenuta
(comunemente usata nel '500), mantiene un altissimo valore poetico
ed è l'unico testo biblico che abbia una vaga somiglianza
di argomento con i testi amorosi medievali, rinascimentali ed odierni.
Esso è un dialogo tra uno sposo e la sua sposa intercalato
da interventi di un coro di adolescenti. In questo dialogo i due
protagonisti si esaltano l'un l'altro con similitudini che coinvolgono
tutto il creato. Ne risulta un inno all'uomo, alla donna e un inno
all'amore fra i due, che la Chiesa ha sempre esaltato come l'inno
d'amore tra Cristo e la sua Chiesa.
Il concerto Flores Apparuerunt vuole essere testimonianza
di come i compositori si rivolsero al Cantico dei Cantici
a partire dal XII secolo fino al XVII cercandovi un'unità
fra la spiccata sensualità delle parole antiche e quella
della musica, percorrendo vari linguaggi stilistici ed espressivi.
organico
6 cantanti, arciliuto, viola da gamba, organo, 2 voci recitanti,
direttore
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